Albania un passo avanti verso la strada degli investimenti rinnovabili by Dr Lorenc Gordani

Il 30 Settembre 2016 la Riunione del Bordo dell’ERE ha deciso, secondo la agenda del giorno, sul nuovo contratto tipo tra le PVE/PPE – l’OSHEE. Il tutto dovrebbe portare a uno sblocco della “stallo” creato con i produttori che non avevano tuttora firmato. Nonostante i significativi miglioramenti tecnici portati grazie alla perseveranza dimostrata dall’AREA e la flessibilità dimostrata all’ultimo dalle autorità pubbliche, il tutto non risolve il noccio degli investimenti fatti – quindi la tariffa d’acquisto rimane da essere determinato dall’ERE.

In merito a quanto sopra tra le priorità del “Rapporto Annuale dell’Implementazione 2016: dei Parti Contraenti nel mettere in atto gli obiettivi dell’Unione Energetica” pubblicato il giorno 27 Settembre 2016, dal Segretariato della Comunità dell’Energia, si riporta “L’adozione immediata del disegno di legge sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili (FER) dove la priorità assoluta dovrà essere il garantire la conformità con l’acquis dell’energia rinnovabile. Il regolamento dei contenziosi aperti tra l’Albania e i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili è necessario per riguadagnare l’interesse degli investitori nel mercato nazionale dell’energie rinnovabili”.

Per tanto, come ACERC, nei principi cardine delle nostre proposte abbiamo sempre insistito, che al di là delle varie sfaccettature oggetto d’interpretazione, sarebbe imprescindibile il fissare per iscritto: (1) nella parte iniziale del principio take and pay; e (2) la remunerazione che fa rientrare l’investimento massimo per un periodo di 10 anni. Quindi aggiungendo nella parte relativa al prezzo, che esso sarà definito dall’ERE basato su una previsione che garantisce una norma sull’investimento approvato tra il 12-14%.

Nei fatti la mancanza di quanto sopra fino ora si è rilevato da parte delle autorità e compagnie pubbliche con un rallentamento delle riforme e spreco delle energie, e da parte degli investitori con il trasformarsi a una parte rilevante della loro attività quotidiana in studi legali a tempo pieno, seguendo ormai da anni dei processi legali complicati che sono stati sempre di più in crescendo, partendo da quelli contro la retroattività ossia la Decisione 143 e 144 del 2014, è seguendo con quelle contro la Decisione 156 del 2015 e la Decisone 13 del 2016 dell’ERE, per arrivare all’ultimo a quelle riguardo la Decisione 101/2016.

In merito del quale le proposte pratiche dell’ACERC si sono concentrate – oltre il rimovendo di tutte le barriere che hanno messo a rischi i negoziati fino qui intercorsi, come il rispettando dei principi irrinunciabili da apportate a qualsia modifica dei contratti PPA – per prima nelle soluzione che vengono nel quadro delle rapporto di Partenariato Pubblico-Privato. Solo nell’eventualità che tale via sia impercorribile per dei ostacoli obbiettivi, con il consenso degli investitori (ricordiamo che si tratta spesso dei investimenti stranieri da diverse parti dell’UE per più di 500 mil Euro), le proposte di soluzione si possono concentrare nel quadro dei schemi di supporto dell’energie rinnovabili.

Riguardo la proposte di soluzione nel quadro delle rapporto di Partenariato Pubblico-Privato, essendo che le costruzioni delle opere di produzione energetiche in Albania si basano prevalentemente sui dei contratti concessionari “BOT”, la copertura del rischio di mercato è un fattore chiave di performance della struttura PPP. Nei casi come questo dove vi è solo un unico acquirente per l’intero prodotto o servizio, significa che si opti per vendere tutta l’energia generata dai PVE al settore pubblico, a un prezzo fisso nel contratto di vendita dell’energia elettrica, corretto con un indice di inflazione e/o indicizzati al tasso di inflazione dei prezzi della produzione e prezzi al consumo.

Contratti che come è normale nel settore dell’energie rinnovabili dovrebbe avvenire secondo il principio “compra e paga” con lo scopo che in ogni caso il produttore venga ripagato lo stesso al di là delle problematica legata con il ritiro dell’energia. Pertanto l’autorità pubblica dovrà essere parte del contratto, portando delle garanzie (coperture dello Stato o istituti finanziari internazionali) su aspetti che nessuna delle parti può mantenere da se, quali le impossibilita di pagare di chi sarà incaricato dall’OSP, il cambiamento delle politiche regolatore, il cambiamento del quadro normativo, ect.

Nel caso che si opti per delle soluzione nel quadro dei schemi di supporto dell’energie rinnovabili, nell’impossibilita delle autorità di poter apportare un valutazione concisa su ogni specifico progetto, questo dovrebbe avvenire solo in accordo con gli investitori, nel quadro delle previsioni che riguardano gli schemi di supporto offerte dalle modifiche in atto della legge FER, la quale dovrebbe includere un quadro transitorio per le centrali idroelettriche esistenti.

A tale riguardo bisogna fare una valutazione complessiva, basato sulla indicazione storica fissa (nell’arco di 7 anni per cinque di essi) del periodo che ha corrisposto anche al massimo dei investimenti pari a 9,3 lek/kWh (circa 6,6 c€/kWh) fino al termine dei PPA esistenti per una durata di 15-20 anni necessari per consentire il ritorno degli investimenti. Quindi i contratti PPA esistenti devono essere modificati in conformità alle disposizioni transitorie rispecchiando il prezzo fisso storico indicizzati riguardo al cambiamento del tasso d’inflazione e delle fluttuazioni dei tassi di cambio.

In conclusione, per quanto qui sopra, nonostante i progressi fatti, tutto si rimanda alla nuova legge sia riguardo il prezzo sia il distribuire dei costo per l’uso del sistema, per le perdite di trasmissione o le tariffe per i sbilanciamenti delle piccole centrali idroelettriche. In seguito di tale sede di sicuro le compagnie produttrici per ogni danno arrecato si possono rivolgeranno all’arbitraggio internazionale chiedendo anche gli interessi, ma soprattutto per chi ha le responsabilità riguardo l’interesse pubblico, l’offrire delle soluzioni durature dovrà essere vista come la strada migliore dell’interesse pubblico.

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