Le Priorità Imposte dal Segretariato di Vienna Riguardo le Energie Rinnovabili in Albania by Dr Lorenc Gordani

Il Segretariato della Comunità dell’Energia ha pubblicato il giorno 27 Settembre 2016, il “Rapporto Annuale dell’Implementazione 2016: dei Parti Contraenti nel mettere in atto gli obiettivi dell’Unione Energetica”.

Al riguardo, a dei parti più risalenti riguardo le rinnovabili, è il nuovo orientamento a categorizzare come risorse rinnovabili la categoria dei piccoli produttori <10 MW, riferendo che per il 2014 si è raggiunto il 134 (MW) e il 2015 ammontato a 177 (MW). Comunque il segretariato al riguardo si basa sui datti dei rinnovabili per il periodo fino al periodo 2014. Per il periodo in seguito il rapporto dei progressi sarà consegnato al fine di questo anno (2016).

La nuova legge si aspetta ad essere approvato durante l’autunno: e dalle proiezioni in esse portate non fa differenza per i esistenti e nuovi progetti. Riguardo i problemi dei investitori riferisce dell’iniziato contenzioso al segretariato. Il quadro normativo riguardo l’accesso e dispaccio richiede ulteriori miglioramenti.

Per il futuro come priorità si riporta “L’adozione immediata del disegno di legge sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili (FER) dove la priorità assoluta sarà il garantire la conformità con l’acquis di energia rinnovabile. Il regolamento dei contenziosi aperti tra l’Albania e produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili è necessario per riguadagnare l’interesse degli investitori nel mercato nazionale dell’energie rinnovabili”.

Gli operatori di rete devono adattare i loro piani di sviluppo della rete per accogliere più energia rinnovabile e aumentare la trasparenza nei confronti dei potenziali investitori in materia di connessione e l’accesso alle reti. Dopo l’adozione della nuova legge, l’autorità nazionale di regolamentazione deve rivedere il regolamento relativo all’attuazione del sistema di certificazione di energia prodotta da fonti rinnovabili sulla base di garanzie di origine, eliminando così la confusione tra garanzie di certificati di origine e “certificati negoziabili verdi” esistenti nel regolamento.

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