L’Albania e l’anno della diversificazione energetica, Domenico Letizia*, 2 Agosto 2017

Recentissima la notizia dell’Operatore di distribuzione di energia elettrica in Albania (Osshe) che ha deciso di garantire la fornitura necessaria per il prossimo mese di agosto, importando 434 megawatt con un prezzo medio di 68,9 euro per megawatt, ossia per un ammontare complessivo di circa 30 milioni di euro. Normalmente l’Osshe ottiene gran parte dell’energia dall’azienda di produzione statale Kesh, a prezzi stabiliti dall’autorità regolatrice energia.

La Kesh stessa però si trova in difficoltà vista la grande siccità che ha investito da alcuni mesi l’Albania, la fonte di energia predominante è quella idrica. Il livello dell’acqua nei bacini degli impianti idroelettrici ha toccato la quota minima e l’azienda è stata costretta a ridurre drasticamente la propria produzione.

Considerate le problematiche, le prospettive energetiche albanesi puntano alla diversificazione, in particolare, importante è la progettualità del governo nell’incentivare il fotovoltaico.  L’attualità albanese è molto importante per il settore energetico, offre grandi spazi per l’esportazione nel Paese di know-how di macchinari elettromeccanici per la produzione di energia e apparecchiature elettriche e di software per la gestione degli impianti, settori questi di assoluta eccellenza del “made in Italy”.

Determinante in questo senso appare essere l’impegno del governo albanese ad assicurare al settore condizioni di certezza e stabilità, elementi imprescindibili per lo sviluppo dello stesso e la presenza di investitori stranieri. Fino a pochi anni fa era piuttosto raro vedere dei pannelli solari sopra i tetti delle case albanesi, adesso invece sono notevolmente più frequenti tanto da venire impiegati anche in edifici di funzione pubblica, quali alberghi e addirittura scuole.

Roberto Laera, presidente della società di consulenza aziendale “Italian Network”, società ponte tra Balcani ed Europa, ha recentemente dichiarato: “Numerose sono le aziende italiane e straniere che abbiamo supportato negli investimenti nel settore idroelettrico. Prima con l’idroelettrico e adesso con le fonti alternative, il mercato dell’energia in Albania è certamente un investimento redditizio.

Inoltre, con la sentenza n. 3759/17 del Consiglio di Stato, depositata il 28 luglio, che dà il via libera all’elettrodotto di interconnessione Italia-Albania, il mercato si apre, oltre che ai paesi dei Balcani occidentali, all’Italia e a tutta l’Europa, con notevoli vantaggi in termini di collocazione della sovra-produzione.

L’Albania è un paese in pieno sviluppo economico e sociale, dove il PIL si attesta a circa il 4%, nonostante la crisi internazionale, sicuro sotto ogni punto di vista per gli investitori e dove il governo ha intrapreso una serie di riforme atte a snellire la burocrazia e ad eliminare la corruzione. Pertanto siamo pronti ad accogliere le aziende italiane che con il loro know how possono dare un importante supporto tecnologico al paese.

Una opportunità importante per incontrare partner balcanici, turchi e arabi, potrebbe essere il Tirana Business Matching, organizzato dalla Camera di Commercio di Tirana il 28 e 29 settembre, dove Italian Network è partner e promoter per l’Italia, che vedrà anche l’intervento del Primo Ministro Edi Rama, del Ministro dell’Economia e dell’Energia, oltre al presidente della stessa Camera di Commercio e di numerosi rappresentanti istituzionali e di multinazionali”.

Interessante, per chi vuole sviluppare impresa in Albania è anche il quadro giuridico che va sviluppandosi per il settore energetico. L’ingegnere Raniero Tosoni, responsabile della divisione energia di “Italian Network”, ha svolto numerose ricerche in tale settore giungendo ad interessanti conclusioni. Secondo le sue analisi: “la legge albanese è la più moderna dell’Europa, perché non ha rinchiuso in freddi numeri le tariffe incentivanti ma è pronta a discutere volta per volta, a seconda della validità, dell’investimento e della sua localizzazione.

La localizzazione è utilissima al fabbisogno nazionale, quindi essenziale è studiare il dove e il come si produce energia elettrica. Il pase compie un deciso passo in avanti per la razionale produzione dell’energia necessaria, diminuendo notevolmente la dipendenza dalle fonti idroelettriche”. L’Albania, in quanto paese candidato all’adesione all’UE, ha la necessità di adeguare il proprio quadro regolamentare e legislativo, tutto ciò, potrebbe essere estremamente appetitoso per le imprese e gli investitori italiani.

*Articolo pubblicato per il Quotidiano italiano “L’Opinione” 

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