I prezzi dell’elettricità nell’Unione Europea, Dr. Lorenc Gordani, 20 Luglio 2017

Nel 2014 la Commissione europea ha presentato un regolamento relativo alle statistiche europee sui prezzi di gas naturale ed elettricità. L’obiettivo è quello di verificare lo stato di avanzamento del mercato interno dell’energia, che è ancora parzialmente sviluppato, e di contribuire a definire le misure necessarie per migliorare l’efficienza energetica e la sicurezza dell’approvvigionamento in questo settore di competenza concorrente.

La relazione pubblicata dalla Commissione, agli ultimi giorni, è la seconda in ordine di tempo. Essa valuta la situazione dei prezzi dell’energia nei settori del gas, dell’elettricità e dei prodotti petroliferi, e le loro conseguenze per le famiglie e le industrie, e indica le politiche strategiche dell’UE necessarie per realizzare l’Unione dell’energia. In essa la Commissione individua i requisiti essenziali per influire sul prezzo dell’elettricità: incrementare l’efficienza energetica e ricorrere alle energie alternative, per le quali l’UE intende diventare leader a livello mondiale.

In effetti, sono aumentate le importazioni nette di elettricità da combustibili fossili da parte degli Stati membri dell’UE, al pari della loro dipendenza, e ciò ha nuovamente innescato il difficile dibattito sul gas e il petrolio di scisto.

I prezzi all’ingrosso sono scesi costantemente dal 2008 in poi, raggiungendo una certa convergenza all’interno del mercato unico, e ciò ha prodotto un calo dei prezzi del carbone e del gas. Numerosi fattori nazionali impediscono tuttavia a questo calo di ripercuotersi sui prezzi al dettaglio, che invece continuano a salire, visto che, nello stesso periodo, il prezzo medio per le famiglie è aumentato del 3,2 %:

–     la componente “energia” è diminuita drasticamente del 15 % dal 2008 al 2015;

–     la componente pertinente alla “rete” è aumentata ogni anno del 3,3 %;

–     la componente relativa a “imposte e oneri”, ripartita in 10 sotto componenti, tra cui l’IVA, le tariffe sociali, l’occupazione, le perequazioni, la sicurezza dell’approvvigionamento, i canoni di concessione, ecc., è aumentata di 10 punti percentuali, passando dal 28 al 38 % del prezzo.

Il prezzo dell’elettricità destinata alle imprese è aumentato in misura minore, vale a dire tra lo 0,8 % e il 3,1 % l’anno dal 2008 al 2015; i grandi consumatori di energia possono, da parte loro, beneficiare di tariffe adattate.

La Commissione rileva grandi differenze tra gli Stati membri, con prezzi da una a tre volte superiori per le famiglie a motivo della componente “imposte e oneri” (che va dal 59 % della Danimarca al 5 % di Malta).

In media, l’elettricità in Europa è più costosa che negli Stati Uniti, ma molto meno che in Giappone.

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