Visione sulla gestione di domanda e il mix energetico, Dr. Lorenc Gordani, 19 Luglio 2017

Il pacchetto europeo “Energia” si propone di collocare il “consumatore al centro” e vorrebbe che questo concetto venisse definito e applicato. Il consumatore potrà svolgere il suo nuovo ruolo solo se può contare su testi chiari in grado di fornirgli gli strumenti per agire. Per portare al successo l’Unione dell’energia, si giudica necessaria una visione orientata al futuro di quanto i cittadini e le imprese hanno da guadagnare da questo progetto, ad esempio una maggiore uguaglianza.

L’intervenendo sulla domanda di energia attraverso la sensibilizzazione dei cittadini e dei professionisti (dell’istruzione o della formazione) si può fare rendendo questi ultimi responsabili delle loro scelte e dei loro comportamenti in materia di energia. L’efficienza energetica, contabilizzata nei bilanci relativi al fabbisogno di energia, può contribuire a ridurre i consumi e può, quindi, avere un impatto sui costi, anche se le tariffe aumentano. Tuttavia, essa non è in grado, da sola, di risolvere i problemi connessi ai cambiamenti climatici, alla sicurezza dell’approvvigionamento o alla povertà energetica. L’efficienza energetica e il non consumo di energia non costituiscono fonti energetiche.

Per tanto si raccomanda di estendere, negli anni a venire, l’esame dei dati, studiando ad esempio un numero maggiore di fonti energetiche, e di prestare attenzione a tre tipi di consumo: da parte delle famiglie, delle industrie e delle imprese di servizi. La relazione dovrebbe inoltre contenere una valutazione delle risposte alla domanda di energia che consenta di conoscere il grado di soddisfazione dei bisogni a un prezzo sostenibile (art. 14 del TFUE).

In più si raccomanda che si esamini le risorse impegnate dalle imprese e/o dai consumatori nella ricerca e sviluppo e nel tener conto delle ricerche sullo stoccaggio dell’energia, che dovrebbero trovare riscontro nel prezzo dell’energia così come nei costi di finanziamento delle reti. Bisogna poi valutare il costo dei danni ambientali e renderlo facilmente accessibile a tutti. Come ci si raccomanda lo studio sui prezzi e i costi dell’energia per rendere possibile la comprensione da parte di tutte le imprese e i consumatori.

Sempre per motivi di trasparenza, si chiede di raggiungere una scheda, comprendente cinque punti di riferimento per ciascuna fonte di energia:

  • la differenza di prezzo annuo tra il mercato all’ingrosso e quello al dettaglio;
  • l’incidenza, sul prezzo al consumo, delle componenti “materia prima”, “rete” e “imposte ed oneri”;
  • il tasso di profitto realizzato annualmente dalle imprese della catena di valore, compresso i fornitori;
  • la percentuale e la distribuzione degli aiuti di Stato e alle imprese, e;
  • la quota delle tariffe regolamentate e delle tariffe sociali in tutti i prezzi al dettaglio.

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